Inattività fisica e obesità tra i fattori di rischio Alzheimer

Con un corretto stile di vita, nel corso degli anni, l’Alzheimer si può prevenire nel rapporto di ben 1 caso su 3. E’ questo il risultato che è stato ottenuto da uno studio internazionale che è stato pubblicato su ‘The Lancet’, e che individua pure quelli che sono i 9 fattori di rischio che possono portare all’insorgere della demenza senile.

Tra questi nove fattori di rischio ci sono l’inattività fisica e l’obesità a conferma di come l’attività fisica giornaliera, associata ad una dieta equilibrata, permetta di vivere in salute fino alla terza ed alla quarta età. Gli altri sette fattori, invece, spaziano dal fumo al diabete di tipo 2 e passando per l’isolamento sociale, l’ipertensione, ed anche la perdita dell’udito nella mezza età, il non cercare un trattamento precoce per la depressione, ed il non aver completato l’istruzione secondaria in accordo con quanto riportato dall’Agenzia di Stampa AdnKronos.com.

La ricerca, i cui risultati sono stati presentati a Londra nel corso dell’Alzheimer’s Association International Conference, non fa altro che confermare che, evitando i nove fattori di rischio sopra citati, è possibile prendersi cura del proprio cervello con il conseguente abbattimento del rischio di demenza con l’aumentare dell’età.

Attualmente nel mondo sono ben 47 milioni le persone affette da Alzheimer con la prevenzione che è fondamentale per evitare che, entro il 2050, le persone affette da demenza superino la quota dei 130 milioni. Per farlo, con la prevenzione, occorre già da giovani prendersi cura del proprio cervello in quanto poi, quando la malattia si manifesta in età avanzata, sarà troppo tardi.

Secondo il parere autorevole degli gli esperti, rimanendo lontani dai nove fattori di rischio sopra indicati, con il tempo nel cervello si va ad accumulare una sorta di ‘riserva cognitiva‘ che permette di tenere alla larga la demenza anche quando sono stati superati i 70-80 anni ed oltre.

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