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Dieta a zona: cos’è e come funziona

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Chiunque sia intenzionato a dimagrire e perdere i kili di troppo per tornare in forma oltre all’attività fisica e fare movimento deve necessariamente intraprendere anche una dieta. La dieta a zona ideata da Barry Sears è una dieta efficace che permette di coniugare gli effetti della dieta e uno stile di vita sano. Ma cos’è la dieta a zona e come funziona? E’ veramente efficace e funziona veramente? cerchiamo di capire tutte queste cose.

Che cos’é la dieta a zona

La dieta a zona consiste in un regime nutritivo basato su specifici criteri di scelta degli alimenti, il cui ruolo è quello di migliorare il benessere dell’organismo. Il termine “zona” si riferisce allo stato metabolico del corpo durante il quale tutte le sue funzioni organiche si svolgono con la massima efficienza e quindi con il rendimento migliore.

Il calo ponderale collegato a tale programma dietetico si collega appunto alla situazione in cui l’organismo lavora in condizioni ideali, dato che spesso un aumento di peso contribuisce a limitare le performance organiche.
Non bisogna dimenticare che la maggior parte di disturbi dismetabolici derivano da un’alimentazione scorretta, responsabile anche dell’insorgenza di stati infiammatori.

Nella “zona”, l’organismo dovrebbe funzionare al massimo delle sue potenzialità fisiologiche, sfruttando tutta l’energia a sua disposizione senza nessuno spreco. Secondo questo programma dietetico, il cibo è il più efficace mezzo a nostra disposizione per vivere in buona salute, prevenendo la maggior parte dei disturbi.

dieta a zona funziona

Come funziona la dieta a zona

La dieta a zona è stata formulata dal biochimico Barry Sears, uno studioso di biochimica che ha studiato il rapporto esistente tra gli elementi nutritivi, che sono i carboidrati, i lipidi, le proteine. Si tratta delle tre classi di macronutrienti energetici che, se dosati in maniera giusta, consentono di migliorare notevolmente le funzioni di tutti gli apparati del nostro corpo.

Il meccanismo d’azione su cui si basa questa dieta si collega al controllo ormonale derivante dalla nutrizione, dato che gli eicosanoidi e altre sostanza prodotte dalle cellule dell’organismo sono in grado di modularne le principali funzioni. Oltre agli eicosanoidi, che possono essere vantaggiosi o svantaggiosi per il metabolismo, la dieta a zona controlla anche l’attività dell’insulina, l’ormone pancreatico responsabile del controllo del metabolismo glucidico.

L’ormone antagonista dell’insulina è il glucagone, la cui sintesi viene stimolata da una dieta ipocalorica poiché il suo compito è di mobilitare le riserve energetiche.

La dieta a zona controlla quindi le azioni dei seguenti ormoni:

  • eicosanoidi;
  • insulina;
  • glucagone.

Sono sostanze ormonali coinvolte nel metabolismo dei carboidrati e dunque nella gestione delle calorie introdotte con il cibo; quando il regime alimentare è troppo ricco di calorie, che l’organismo non riesce a utilizzare completamente, si verifica un accumulo di lipidi sotto forma di cuscinetti adiposi, localizzati in determinate parti del corpo.

Obiettivo della dieta a zona

La dieta a zona si pone l’obiettivo di evitare il deposito di lipidi (e quindi l’aumento ponderale) controllando la funzione degli ormoni sopra citati e assicurando così un corretto bilanciamento tra gli elementi nutritivi.
Nella maggioranza dei casi un individuo ingrassa quando sono presenti notevoli fluttuazioni della glicemia che, tra l’altro, possono anche contribuire all’insorgenza di molti disturbi.

Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia metabolica piuttosto grave che essere tenuta sotto controllo da un regime dietetico del genere, incentrato principalmente sull’attività dell’insulina.

Qual’è lo schema della dieta a zona

Le regole di base della dieta a zona sono piuttosto rigide e devono venire rispettate con attenzione per ottenere dei risultati soddisfacenti; l’osservanza di questi principi è infatti indispensabile per perdere peso.

  • I pasti non devono essere distanziati da più di 5 ore perché un periodo di digiuno troppo prolungato può interferire nel corretto svolgimento dei processi metabolici;
  • I pasti principali devono essere 3: prima colazione, pranzo e cena intervallati con due spuntini, proprio per evitare che la produzione di insulina possa subire un andamento irregolare;
  • Bisogna ridurre al massimo tutti i cibi contenenti carboidrati, in quanto stimolanti sulla sintesi d’insulina, privilegiando invece il consumo di frutta e di verdura fresca a basso indice glicemico.

tabella esempio dieta a zona

Quali sono le percentuali dei cibi ammessi

Ad ogni pasto è necessario introdurre le giuste proporzioni di elementi nutritivi, secondo lo schema: carboidrati/proteine/grassi=40%/30%/30%.

  • La percentuale del 40% di carboidrati che questa dieta suggerisce è composta quasi esclusivamente da zuccheri contenuti nella frutta e verdura, alimenti consigliati anche per l’elevata concentrazione di minerali;
  • La percentuale del 30% di proteine deriva soprattutto dal pesce e dalla carne bianca, come petto di pollo, di tacchino e di coniglio. Anche i formaggi magri sono ammessi, così come l’albume d’uovo;
  • La percentuale del 30% di grassi deve essere costituita da lipidi di origine vegetale, contenenti acidi grassi insaturi ricchi di omega 3 e di omega 6 presenti nell’acido linoleico e linolenico.

grafico percentuali dieta a zona

Come affrontare la dieta a zona

Tenendo conto che la dieta a zona è un regime nutrizionale estremamente rigoroso, è necessario iniziare con gradualità, per consentire all’organismo di abituarsi lentamente allo schema alimentare.

Di solito, per affrontare la dieta a zona, sono previste alcune settimane, durante le quali il soggetto incomincia a modificare il proprio stile di vita.

  • Nella prima settimana: che viene considerata senza dubbio la più impegnativa, l’individuo agisce per eliminazione, escludendo dalla propria tavola tutti i cibi che contengono grassi saturi di origine animale e quindi anche colesterolo. In questa fase è prevista l’assunzione di integratori a base di omega 3 e omega 6 che, grazie al loro notevole potere antiossidante, contribuiscono a eliminare le eventuali forme infiammatorie.
  • La seconda settimana: segna una drastica riduzione degli zuccheri, presenti nei dolciumi e nelle bevande glucidiche; è importante introdurre soltanto zuccheri presenti nella frutta e nella verdura. In questa fase ha inizio il graduale adattamento dell’organismo al nuovo regime alimentare.
  • Nella terza settimana: l’obiettivo da raggiungere è quello di aumentare il consumo dell’acqua, per migliorare il ricambio idrico e quindi per eliminare scorie e tossine accumulate. Si tratta di una fase detossificante in grado di ottimizzare le prestazioni funzionali di tutti gli organi.
  • Durante la quarta settimana: il soggetto è tenuto a introdurre adeguate dosi di proteine, alternando quelle di origine animale con altre vegetali, presenti nella soia, nel germe di grano e nei legumi.
  • Al termine del primo mese: di solito la dieta a zona ha già mostrato i primi risultati, consistenti in un evidente miglioramento del benessere organico e in un riscontrabile calo ponderale.

La dieta a zona funziona veramente?

Si la dieta a zona funziona, ovviamente se viene rispettato lo schema alimentare e se appunto oltre alla dieta si fanno attività fisica e si assumono integratori alimentari che possono accelerare il metabolismo. Oltre ad avere quindi un fondamento scientifico la dieta a zona permette di coniugare benessere fisico e mentale: essa infatti associa a un regime alimentare bilanciato, l’attività fisica moderata e il rilassamento mentale. In questo modo va ad agire sia sul fisico che sulla mente ottenendo un duplice effetto a breve e lungo termine.

Benefici della dieta a zona

Fra i principali vantaggi e benefici derivanti da questo tipo di dieta sono:

  • riduzione dello stress e miglioramento dell’aspetto psicologico,
  • miglioramento dell’alimentazione,
  • miglioramento della tonicità del fisico,
  • miglioramento della concentrazione e dell’attività cerebrale,
  • effettiva riduzione del senso di fame e perdita di peso.

ATTENZIONE! Per seguire questa dieta come altri tipi di diete è sempre bene non fare da soli con il “fai da te” ma rivolgersi a un medico o un dietologo per non arrecare danni invece di benefici al proprio organismo.

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Sicuramente la dieta a zona ha la sua efficacia e sicuramente seguire una dieta è il primo passo per dimagrire e perdere peso. E’ anche vero però che non è sempre facile seguire una dieta perchè comporta sacrifici e i risultati arrivano in tempi lunghi. Inoltre bisogna ricordare che assieme a un regime alimentare dietetico è opportuno fare dello sport e attività fisica regolare per bruciare i grassi e rimanere in salute. Se non è possibile andare in palestra o andare a correre è possibile utilizzare degli attrezzi che ti permettono di fare degli esercizi comodamente a casa.

Per fortuna oggi in commercio ci sono molto prodotti validi come gli integratori alimentari che associati alla dieta migliorano e velocizzano la perdita di peso. Essi hanno un’azione che permette di ridurre la fame e bruciare i grassi in eccesso; sono fatti con ingredienti naturali e perciò privi di controindicazioni. Ovviamente i risultati che si ottengono sono soggettivi.

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